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Henderson Island: l’isola di plastica da salvare

L’isola di Henderson: da paradiso UNESCO a inferno di plastica

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana: esisteva un’isola incontaminata: l‘isola di Henderson, oggi conosciuta come Henderson island l’isola di plastica.

Forse avrai già sentito questo nome, associato al termine discarica a cielo aperto. Sì, perchè ad oggi Henderson island, “ospita” circa 38 milioni di pezzi di plastica in 38 km di costa; ovvero una quantità di plastica del 98.8% sparso per tutta l’isola, in poche parole un vero e proprio disastro ambientale. I dati sono stati presi da un articolo della stampa.

Nel mio post però non voglio parlare di ciò che è oggi l’isola, ma bensì di ciò che è stata, per capire meglio il grave danno che le è stato inflitto. Per farvi un’idea visiva di questo guarda il video di Business Insider UK.

 

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Breve storia dell’isola di corallo

L’isola di Henderson deve il suo nome, all’omonimo capitano, facente parte della compagnia delle indie, che la riscoprì nel 1819. Essa è situata nel sud dell’oceano Pacifico e fa parte della colonia delle isole Picairn dal 1902.

L’isola misura: 9.6 km di lunghezza e 5.1 di larghezza, e copre un’area di 37.3 km quadrati, giusto per dare un po’ di numeri.

Questa rarità viene considerata virtualmente inabitabile, a parte qualche illustre eccezione. Infatti, la storia afferma che l’equipaggio della baleniera Essex, abbia sostato li, a causa di un naufragio, per qualche giorno nel 1820. Illustre eccezione perché Herman Melville, si ispirò a questo equipaggio per narrare le vicende di Moby Dick.

Gli archeologi, inoltre, affermano che tra il XII e XV secolo, sia stata abitata da una colonia polinesiana prima di scomparire.

Il fatto che l’isola sia stata a lungo disabitata, ha contribuito a lasciar crescere liberamente la flora e la fauna del luogo. Questo senza dubbio è una delle ragioni per cui l’isola di Henderson è divenuta patrimonio UNESCO.

Prova a immaginare un luogo, dove niente e nessuno se non la natura stessa, ha contribuito alla crescita. Un luogo dove tutto è naturale e niente è stato contaminato da qualche cosa creata a tavolino, come lo sono la maggior parte dei posti del mondo. Questo era l’isola di Henderson, almeno fino al 1992, dopo è divenuta l’isola di plastica.

Essa è stata iscritta alla lista dei siti UNESCO principalmente per tre ragioni:

  1. la presenza di una fauna particolare come l‘uccello scriribilla di Henderson, ultima specie di rallide, incapace di volare, rimasta in Polinesia;
  2. la presenza di scogliere calcaree primitive, di dimensioni significative nel mondo;
  3. è una delle poche isole al mondo che non è stata contaminata dall’uomo.

Ragioni che a causa dell’inquinamento ambientale, a cui è sottoposta, potrebbero ben presto sparire. Anche se c’è da dire, che l’UNESCO, per il momento, non lo giudica un patrimonio a rischio.

Benché a mio avviso lo sia, o almeno lo è il concetto di natura incontaminata, che forse non esiste quasi più.

L’isola protetta dall’UNESCO, che non può essere salvata?

L’isola di corallo situata nel Pacifico, è divenuta patrimonio UNESCO nel 1988, ma forse questo non è bastato a salvarla. Infatti da una parte è vero che, l’iscrizione alla World Heritage List, ne ha bloccato la vendita a un ricco uomo d’affari statunitense, che l’avrebbe modernizzata e via via distrutta; ma dall’altra, ad oggi, non è bastato a salvarla dall’inquinamento ambientale.

Se vuoi sapere di più sulla difesa del patriomonio dell’umanità, ti rimando al mio post  dedicato.

Spiagge bianche e cristalline,  vegetazione che cresce indisturbata sono deturpate, quotidianamente, da tutta quella plastica che “popola” l’isola. Infatti benché l’uomo non ci abbia, quasi, mai abitato, è riuscito nell’impresa di inquinare in maniera poderosa questo paradiso.

Gli esperti stimano che, ci vorranno circa 1000 anni affinché i rifiuti si decompongano. Ma allora è possibile salvare questa “mosca bianca”?

Se stai pensando di armarti del tuo coraggio e del tuo spirito di avventura, e andare personalmente a spazzare via la plastica dalla sabbia, ti dico già di no. No perché la plastica presente non è solo quella che vediamo, ma anche e soprattutto quella che è finita in profondità sotto la sabbia; e poi si prevede che le maree porteranno altra plastica negli anni a seguire.

Ma allora come puoi salvarla? Il consiglio che ti do, è di cominciare a mutare il tuo comportamento, riguardo al riciclo della plastica, di informarti sull’argomento, e di informare gli altri.

O semplicemente di riflettere per un secondo su quello che hai appena letto, e pensare all’importanza che poteva avere un posto del tutto incontaminato.

E forse tra mille anni, Henderson  island tornerà ad essere un paradiso incontaminato, come lo è sempre stato.

 

 

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