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Siti UNESCO nel mondo: l’isola di Okinoshima

Okinoshima: la sacra isola giapponese vietata alle donne

L’isola giapponese di Okinoshima, facente parte dei nuovi 25 siti UNESCO nel mondo, consente l’accesso ai soli uomini.

Questa scelta infatti ha sollevato non poche polemiche da parte dell’opinione pubblica. Infatti sebbene Okinoshima sia un luogo di pregio  naturalistico e storico, non è così da un punto di vista etico. Ma andiamo con ordine, infatti quando si parla di culture totalmente diverse dalla nostra è necessario avere le idee chiare.

Perchè le donne non possono accedere all’isola di Okinoshima?

Per prima cosa è bene dire che l’accesso è generalmente vietato a tutti, tranne ai sacerdoti shintoi. Infatti solo gli uomini, spogliati delle proprie vesti, possono una volta all’anno (il 27 maggio) accedere all’isola. I sacerdoti vanno col fine di placare le anime dei soldati russi e giapponesi, morti in battaglia nei pressi dell’isola. Una volta sbarcati non si può parlare e neanche raccontare l’esperienze avute sull’isola.

Le donne invece non possono entrare nemmeno quella volta. Il perché è antico e legato alla religione shintoi, infatti pare che le donne venissero considerate impure a causa del loro ciclo mestruale. Se sei interessato ad approfondimenti sulla regione shintoi, questo sito può fare al caso tuo.

Alcuni studiosi, invece, imputano al divieto il fatto che le donne non potevano correre rischi, e il viaggio verso l’isola era al tempo lungo e pericoloso.

Cosa ancora più curiosa è che il kami che popola l’isola è proprio una donna. Per chi non lo sapesse kami è la parola giapponese usata per indicare l’oggetto di venerazione della fede shintoista.

Il concetto di kami, non deve essere confuso con quello di divinità, poichè il kami può essere sia un dio, sia uno spirito della natura che una forza della natura. Infatti l’isola è dimora di Tagitshuhime che rappresenta la marea intensa e violenta.

In poche parole l’isola è vietata alle donne ma dedicata a una donna che incarna la forza della natura.

Okinoshima l’isola che rimarrà un mistero ai più

L’isola è, senza dubbio, un’importante fonte di informazioni che testimoniano lo sviluppo della religione giapponese. Essa contiene più di 80.000 antefatti lasciati dai naviganti nel corso della storia, tra questi vi sono perle di vetro persiano e anelli d’oro. Ricordo che tutti questi oggetti fanno parte dei tesori nazionali del Giappone.

Oggetti, che almeno per ora, rimarranno un mistero per i più, poiché il governo giapponese non ha piani di aprire questo gioiello al pubblico.

La decisione del governo forse è un bene, poiché non è sempre facile entrare a contatto con luoghi custodi di una fede così profonda e radicata, difficile da capire. Inoltre l’accesso negato alla maggioranza contribuirà ad alimentare l’alone di mistero che circonda l’isola e il suo kami.

 

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